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日志


2月29日

La Porcata

 “La Porcata”

LA PORCATA





C’era una volta una Città dal nome “Mangialandia” popolata da porci e fattori che vivevano felicemente insieme.

Il metodo di allevamento però era molto singolare, infatti periodicamente (dai due ai cinque anni), ai maiali venivano rinnovati i posti al porcile per consentirne l’ingrasso.

Si trattava di una razza molto particolare, chiamata “onorevolum” e soprattutto longeva, tra l’altro il loro destino non era la produzione di insaccati, ma erano proprio loro a produrre salumi che anziché utilizzare carne si producevano con i sogni ed il benessere degli abitanti, ed ogni tanto degli stessi fattori.

Quando i porci erano stanchi di mangiare sempre allo stesso posto arrivava il rinnovo dei posti.

Per l’occasione in paese si proclamava una gran festa generale a cui gli animali avevano dato il nome di “democrazia”. Questa festa era famosa per i giochi che si susseguivano, in particolare ce ne era uno chiamato “elezioni”.

Questo gioco era stato inventato dai porci soprattutto per divertire i fattori. La regola prevedeva che questi si schierassero in delle squadre dette “partiti” che competevano tra loro per assicurare il posto prescelto all’ingrasso dei loro animali.

Il gioco delle elezioni interessava anche gli abitanti di mangialandia che venivano chiamati in quei giorni attinenti alla festa, “elettorato”.

In pratica il gioco consisteva nel convincere l’elettorato a far si che il porco vincitore avesse il miglior posto all’ingrasso.

Nel 1948 successe un fatto strano. Un maiale mutato geneticamente impose che al gioco potessero partecipare, oltre agli animali, anche gli uomini di mangialandia. Successivamente ci furono diversi cambiamenti più o meno rivoluzionari come ad esempio il fatto che potessero partecipare anche le scrofe e le donne del paese.

Intorno agli anni 60 /70, per cercare di arginare i danni creati da queste riforme, i porci escogitarono un trucco, infatti ogni 5 anni alcuni maialini sorteggiati a sorte tra i nuovi nati venivano nutriti a parte e liberati tra i fattori per confondersi con loro in modo da assicurare che chi si presentasse al gioco fosse comunque uno di loro.

Questo stratagemma scongiurava la probabilità di ritrovare tra i box dell’ingrasso degli estranei.

Tornando alla festa di democrazia, i fattori, da buoni ambasciatori degli animali all’ingrasso per il rinnovo, andavano in giro per il paese promettendo ad ogni abitante qualche manciata di fave in cambio del consenso favore del proprio maiale per cui avevano formato la squadra.

Il gioco delle elezioni prevedeva anche una votazione diretta.

Questo gioco divertiva tutti i fattori, gli unici che non si divertivano erano proprio gli abitanti, poiché le fave, apparentemente prese dal mangime dei porci per quell’occasione, appartenevano proprio agli stessi che non si rendevano conto come mai pochi mesi prima della festa di “democrazia” dalle loro case scomparivano diversi sacchi di fave.

In realtà, i fattori avevano un patto con i porci, questo patto si chiamava “promessa di lavoro”, infatti non appena i porci vincevano l’elezione ringraziavano i propri fattori dandogli un decimo delle azioni dei sogni e del benessere degli abitanti, che, ricordo, per quell’occasione si chiamava “elettorato”.

A volte poteva capitare che un dato maiale, tra quelli selezionati per partecipare, non riusciva ad ottenere il posto per l’ingrasso preferito, ebbene in quei casi era previsto un premio di partecipazione detto “sottogoverno” dove l’animale poteva comunque pascere degli avanzi di prima scelta.

In poche parole il bello di questa democrazia era che nessuno dei porci in gara perdevama vincevano tutti ad eccezione degli elettori. Anche i fattori vincevano sempre poiché indirettamente guadagnavano.

Gli abitanti non potevano partecipare perché avevano poche fave non avendo il tempo e la capacità di rubarle).

Venne però un giorno che alcuni abitanti si ribellarono alle regole mettendosi d’accordo prima e presentandosi con una loro squadra, tra questi abitanti inoltre non vi era nessun maiale.

Il nome della loro squadra era “i disoccupati”. Costoro, determinati ad ottenere un posto all’ingrasso per un eventuale porco da loro autonomamente educato, si erano talmente impegnati ed organizzati che al fine di vincere il gioco, per un intero anno si misero a produrre fave.

Questa mossa prese alla sprovvista tutti i fattori ed i porci che preoccupati di perdere cercarono di correre ai ripari per trovando una strategia.

Ebbene, poiché i disoccupati non avevano nella loro squadra un avvocato, porci e fattori approfittarono dell’evento per improvvisare una nuova legge, ovvero che occorreva un rappresentante legale per ogni squadra.

I disoccupati cominciarono a scoraggiarsi fin quando, poco prima della scadenza dell’iscrizione al gioco, non si autopropose un giovane porco proveniente da un altro paese. Costui si chiamava “Sindacalista”.

Alla fine parteciparono pure i disoccupati, e finalmente vinsero arrivando tra i primi classificati.

Pochi giorni dopo però si trovarono a far fronte con la loro inesperienza, ovvero non riuscivano a mettersi d’accordo per la razza del porco che dovevano allevare per il porcile (detto parlamentum).

Ancora una volta il loro Sindacalista li salvò dall’impasse, infatti si autopropose per l’ingrasso poiché era un maiale e qualche esperienza di sottogoverno l’aveva già avuta.

I disoccupati, contentissimi gli affidarono l’incarico, ignari però del fatto che anche il loro maiale era stato selezionato tra i porcellini nati 5 anni prima, soltanto che fu portato via ancora cucciolo per nutrirsi di alcune fave particolari più nutrienti, che venivano prodotte in un paese più a sud da alcune nobili famiglie dette “lavoratori”.

I disoccupati furono isolati poiché il porco il compenso lo diede, facendosi corrompere, ai fattori.

I poveracci (disoccupati) da quel giorno non si fidarono più, avevano infatti capito la lezione, al punto che decisero di andar via da quel Paese poiché umiliati e sdegnati.

Questo avvenimento fece discutere molto gli abitanti di mangialandia e non appena arrivò la nuova festa della democrazia, dispiaciuti per gli amici andati via, dimostrarono la propria solidarietà abbandonando il paese un mese prima del gioco, portandosi via anche le fave.

I porci ed i fattori increduli dell’accaduto cominciarono a litigare violentemente, insultandosi e rinfacciandosi a vicenda quelle che secondo loro erano le manchevolezze.

Non si parlarono più per giorni fin quando le scorte di sogni e benessere degli abitanti si esaurirono, e non essendoci più gli stessi abitanti nessuno gli produceva.

Iniziò una grave crisi dimostrata anche dal dimagrimento progressivo dei maiali, che oltre a produrre insaccati si nutrivano principalmente di questi.

Un giorno accadde un fatto strano, infatti, uno dei fattori che aveva un cugino all’estero lo andò a trovare. Tornò dopo un mese con due valigie enormi piene di salami e prosciutti di carne suina.

Fece assaggiare i salumi agli altri fattori che gradirono talmente tanto la pietanza che andarono immediatamente al parlamentum preoccupati del dimagrimento dei loro maiali.

Arrivati al porcile presero i maiali ad uno ad uno macellandoli per paura che diventassero troppo magri, fecero prosciutti e salami in abbondanza chiedendo scusa agli abitanti emigrati, ai quali per dimostrare il loro risentimento organizzarono una gran festa per mangiare gli insaccati.

Gli abitanti gradirono e tornarono al piccolo Paese compresi i disoccupati che da quel momento iniziarono ad allevare polli e tacchini.

Vissero così tutti felici e contenti, scongiurando chiunque volesse iniziare ad allevare maiali, e soprannominando la storia accaduta come “La Porcata” D.LONGHITANO
http://rosariods.blogspot.com/
 
(fonte  www.95034.it)

2月23日

Emozioni (dedicato a tutti voi)

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perché quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perché è stato un po' scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
(Lucio Battisti)
 
2月14日

S Valentino

Per Nunzia mia moglie.
 
Grazie del sorriso che hai per me ogni volta fin da quando ti ho conosciuta(giorno piu´,giorno meno).
Esso mi e´sempre stato di sostegno nei giorni difficili e di stimolo in quelli sereni.
                                        Ti amo Nunzia.
2月8日

Intanto passano gli anni.

Tutti gli amici conoscono la mia storia anche gli amici emigrati come me.
Molti di voi pero´non la conoscono e quindi in questo blog voglio parlarvi di me.
Inizio a farvi conoscere un giovanotto di 15 anni che con tanta passione inizia a frequentare un istituto professionale
di 3 anni di corso ,per la qualifica di elettromeccanico.
Le mie aspirazioni ed i miei sogni erano tanti come del resto anche molti dei miei coteanei sognavano le stesse cose.
 
Non avevamo grilli per la testa e ci piaceva la musica dei pink floid,Carlos Santana,Chicago e tanti altri (sono tanti)che
non sto qui certo ad elencarli tutti.
Finalmente dopo i 3 anni col diploma di qualifica in mano,la fidanzata che amavo ed amo ancora (mia moglie),inizio insieme questo viaggio nella vita,domande di assunzioni andate tutte in malora data la scarsita´di impiego in sicilia ma,grazie alla mia cara dolce meta´
ho avuto sempre da lei motivazione coraggio,fiducia.
 
Finche´arriva il momento che desideravamo,sposarci ed formare una famiglia,io 25 anni lei appena 20 anni il giorno del nostro matrimonio lo ricordo come un giorno gioioso ed indimenticabile.
 
Erano passati appena due anni che la cicogna ci portava il primo frutto del nostro amore ,giovanissimi eravamo diventati genitori.
Iniziano i primi poblemi finanziari il che armato della solita motivazione di mia moglie ,faccio domanda per operatore di gruppi elettrogeni all´arsenale militare di messina.
 
Con mio stupore qualche mese dopo mi vidi accettare la domanda(previo un esame )il cui ero invitato a due giorni di esami per
l´ammissione al concorso.
 
Mi recai all´appuntamento e con mio stupore appresi che i posti di lavoro erano 3 e che eravamo in 3000 ad aver fatto domanda
di assunzione.!!!!!
 
Nel mese di maggio del 1987 decidemmo di emigrare in Germania.
I nostri cuori e le nostre menti naturalmente non sono emigrati sono rimasti in italia,in sicilia.
 
Infatti seguivamo mediante giornali e televisione tutte le cronache italiane da allora fino ad adesso il che,non cambia molto(almeno cio che riguarda il lavoro e l´ecomomia)rimane niente di fatto da ben 25 anni.
Credo propio che al giorno d´oggi forse e´peggiorata la situazione infatti sono tantissimi le persone che hanno assunzioni precarie.
Noi da ben 25 anni lavoriamo qui a münchen a tempo pieno e (fortuna vuole)con contratti di lavoro a tempo indeterminato non ci siamo mai assentati dal lavoro tranne per qualche infortunio o qualche settimana di influenza.
 
Negli ultimi 15 anni la cicogna ci ha portato il secondo frutto del nostro amore.
 
Sono quasi 25 anni di emigrazione e per quanto mi riguarda sono felice di avere una famiglia,sono felice che i miei figli siano rimasti saldi alle loro origini italiane,sono felice che sono riusciti ad avere qualifiche il che tutto questo mi da onore.
 
Intanto gli anni passano siamo quasi alle soglie del 25esimo anno di matrimonio,al festeggiamento delle nozze d´argento il che ricordero´,ricorderemo con grande gioia e amore.
Intanto che gli anni continuano a passare prego DIO che io e mia moglie possiamo un giorno veder crescere i nostri futuri nipotini
avere una posizione pensionistica decente,e che´le promesse dei futuri governi vengano mantenute, e che non solo noi due
(io e mia moglie) ma che tutti possano avere cio´che i loro  cuori desiderano.
 
                          Vi ringrazio tutti voi che mi leggete.
                                                                                                                            TURI